Note sul campo · Edizione 06
Un certificato penale, o due.
Dal 31 agosto 2026, ogni domanda di DTV comprende un certificato del casellario giudiziale. Il punto che sfugge alla maggior parte dei richiedenti: se vive in un Paese diverso da quello di cui ha la cittadinanza, il consolato se ne aspetta due, uno del Paese del Suo passaporto e uno del Paese in cui vive. Ciascuno può richiedere circa trenta giorni.
Un certificato o due
Il numero dipende da una sola domanda: vive nel Paese che ha rilasciato il Suo passaporto?
- Vive nel Paese di cui ha la cittadinanzaUn certificato, di quel Paese. Una cittadina tedesca che vive a Berlino ne richiede uno, in Germania.
- Vive in un altro PaeseDue certificati: uno del Paese di cittadinanza, uno del Paese di residenza legale. Entrambi, non l’uno o l’altro. Un cittadino francese che vive a Lisbona con un permesso di soggiorno portoghese ne richiede uno in Francia e uno in Portogallo.
Il secondo certificato discende dalla regola stessa. Dal 31 agosto 2026 si presenta presso la sede consolare competente per la cittadinanza o per la residenza legale, e una sede consolare che La accetta come residente vuole sapere che cosa dicono di Lei gli archivi del proprio Paese, non soltanto quelli del Paese del passaporto.
Perché il secondo viene dimenticato
L’elenco dei documenti parla di «certificato penale» al singolare, e la maggior parte delle persone richiede quello che conosce: quello del proprio Paese, spesso online, nella propria lingua. Il certificato del Paese in cui vive è quello a cui nessuno pensa. Significa una seconda amministrazione, un secondo portale, a volte un appuntamento di persona, in una lingua che non è la propria.
Nelle pratiche che abbiamo letto da quando la regola è in vigore, è uno dei documenti che mancano più spesso. Ed è anche quello che costa di più dimenticare: lo si scopre quando il resto della pratica è pronto, e il conteggio riparte da zero.
Preveda circa trenta giorni
Ogni autorità ha i propri tempi. Alcune rilasciano il certificato online in pochi giorni. Molte ne impiegano circa trenta, e di più quando occorre aggiungere un’apostille, una legalizzazione o una traduzione certificata. Con due certificati di due Paesi, è il più lento a fissare la Sua data, e i due procedono in parallelo solo se li richiede lo stesso giorno.
Parta dal giorno in cui vuole presentare e vada a ritroso. Per presentare all’inizio di dicembre, richieda entrambi i certificati prima della fine di ottobre. Poi aggiunga le due a quattro settimane di cui il consolato ha bisogno per decidere.
Niente da parte nostra accorcia questi tempi. I certificati sono rilasciati dalle Sue autorità, non da noi e non dal consolato, e la nostra consegna express in 24 ore non li riguarda. Se è un certificato ciò che sta aspettando, l’express non Le servirà, e glielo diremo prima che lo paghi.
Quattro verifiche prima di fare la richiesta
- Il nome esatto del documento in ciascun Paese. In Francia è l’extrait de casier judiciaire (bulletin n°3), nel Regno Unito un ACRO police certificate, negli Stati Uniti un FBI Identity History Summary. Richiedere quello sbagliato costa gli stessi trenta giorni.
- Se la sede consolare vuole un’apostille o una legalizzazione. È un passaggio separato, con il proprio ufficio e i propri tempi.
- Se serve una traduzione. Un certificato in una lingua che la sede consolare non legge può dover essere tradotto, e le traduzioni non rientrano in ciò che facciamo.
- Quanto deve essere recente il giorno della presentazione. Richiederlo troppo presto può costare quanto richiederlo troppo tardi.
In breve
Un certificato se vive nel Paese del Suo passaporto. Due se non è così. Li richieda entrambi il giorno in cui decide di presentare la domanda, preveda circa trenta giorni, e nient’altro nella pratica La tratterrà.